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Sapori del Rubicone

L'Azienda di Luciano Raduano

Caciotta Mista Capra
Caciotta Ubriaca al Sangiovese
F. Fossa pecorino DOP
Misto Pecora di Romagna
Pecorino Nocino
Pecorino Romagnolo
Raviggiolo di Romagna
Tufello di Romagna

Prodotti Vari

Confetture
Mozzarella
Olio di Oliva
Paniere prodotti
Piadina Romagnola

Vini di Romagna

Vini del territorio
Vini dolci

Squacquerone Certificato

Squacquerone Romagnolo Pascoli, il primo certificato in Italia
Lo squacquerone certificato del Caseifico Pascoli è il primo in Italia che garantisce l'utilizzo di ingredienti solo territoriali: il latte dei nostri pascoli, il sale dolce di Cervia la passione dei nostri casari. Il tutto caseificato in maniera artigianale. E la differenza si sente. Provate ad assaggiarlo, vi sarà più facile, poi, riconoscere le imitazioni.

Eventi

18.05- Cena del Pascoli
01.05- Gara podistica alla torre
26.04- Il Caseificio Pascoli aderisce al Girl's Day

Certificazioni

Certificazione Cermet
Certificazione Iso 9001
Premi o Riconoscimenti
Significato di DOP e IGP

Informazioni

Spedizione e Consegna
Condizioni di vendita
Diritto di Recesso
Pagamenti accettati
Garanzia Qualità
Privacy

Link Utili

Strada dei Vini e Sapori Fc

Strada del Sangiovese

Camera di Commercio Fc

Comune di Savignano

Regione Emilia Romagna

Video

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Caseificio sulla RAI TGR

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Caseificio Pascoli su Tele 1 (2^ parte)

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Caseificio Pascoli su Tele 1 (1^ parte)

Quella del Caseificio Pascoli è una storia impregnata di tradizioni e familiarità, tramandatasi di generazione in generazione per 50 anni. Il Caseificio Pascoli si caratterizza per la produzione di formaggi freschi e stagionati, tipici della Romagna, soprattutto si caratterizza per la produzione dello Squacquerone romagnolo che è il prodotto principe dell’azienda insieme al formaggio di fossa Dop.
Il Caseificio Pascoli ha sede a Savignano sul Rubicone, fu fondato dal Cav. Michelino Raduano, successivamente ad un'

esperienza che lo vide contitolare di un'altro caseificio savignanese. L’impresa ereditata successivamente dal figlio Luciano Raduano ha integrato la produzione di formaggi freschi e stagionati tipici del territorio Romagnolo, ampliandone negli anni 80 la produzione sino ad allora verticalizzata sulla mozzarella per pizzeria soprattutto.
Un progetto di rinnovamento che negli anni 80 sembrava contro corrente, rispetto alla sfavillante produzione di massa che il mercato della Riviera romagnola chiedeva con la produzione di mozzarella pizzeria soprattutto, con la globalizzazione dei sapori e delle tradizioni perse dietro al business del turismo di massa.
Lungimirante L.Raduano che insieme alla moglie Marinella proprio in quegli anni ha avviato un importante valorizzazione delle tradizioni casearie locali, forse un po' arginate anche dalla popolarità dei formaggi che nell'Emilia padroneggiano con importanti nomi.
Insieme ad altri produttori i coniugi Raduano hanno avviato anche importanti azioni di tutela delle produzioni tipiche casearie locali. Negli anni, si è lavorato per il riconoscimento della Dop, oggi finalmente formalizzata del Formaggio di fossa di Sogliano al Rubicone.
Lavoro operoso portato avanti in sinergia con i produttori e gli infossatori che aderiscono al consorzio di tutela del formaggio di fossa di Sogliano. Poi l'impegno per la tutela del consumatore: la piccola azienda artigiana infatti è stata la prima in Italia a certificare lo Squacquerone romagnolo.
Dopo questo primo passo si è formalmente avviata la procedura di richiesta di Dop, la tutela comunitaria per lo Squacquerone romagnolo, portata avanti con l’associazione caseifici produttori di Squacquerone romagnolo. Il Caseificio Pascoli, ha anche lavorato assiduamente per la valorizzazione dei prodotti caseari meno noti ma più ricercati per le loro particolarità organolettiche, come i pecorini affinati in Albana, nel Sangiovese, quelli sotto le foglie di noce, nel pepe, nel fieno, le caciotte prodotte con il latte di capra o latte misto vaccino, ovino e o caprino.
L'azienda nel 2010, ha visto un nuovo passaggio generazionale, subentrano infatti a Luciano Raduano, la moglie Marinella Conti e la figlia Annalisa. La società ad oggi è per quota maggioritaria un impresa femminile di cui le due signore si alternano alla guida.

Il Caseificio Pascoli con il suo nome celebra anche il noto poeta Giovanni Pascoli, che nasce nella vicina San Mauro Pascoli, a soli due km dal Caseificio, località in cui il poeta trascorse la sua giovinezza e molti anni della sua vita. In verità i “Pascoli” nella quotidianità produttiva del caseificio non sono di “poesia” ma quelli delle mucche e delle pecore della Romagna, da cui dal latte nascono tanti buoni formaggi.
 

 

INTERVISTA:



Marinella Conti da 30 anni casara di professione. La signora dello Squacquerone, così l’hanno ribattezzata amici e clienti, dato che è nota nel territorio proprio per la produzione di questo antico formaggio, golosissimo sposo della piadina romagnola. I coniugi Raduano hanno fatto di una piccola azienda artigiana un grande gioiello produttivo,che lavora in qualità, con metodi tradizionali ma innovativi e che si caratterizza con la produzione di formaggi tipici romagnoli.

Signora Marinella quali sono i formaggi più celebri in Romagna?
Lo Squacquerone Romagnolo e il Formaggio di Fossa” spiega Marinella Conti, una delle poche donne casare del bel Paese e che da oltre 30 anni caseificia formaggi tipici romagnoli.

Quali sono le caratteristiche principali della vostra azienda?
“La caratteristica principale è senz'altro l’artiginalità. La nostra azienda ha fatto della qualità dei suoi prodotti il suo punto di forza; qualità definita anche della certificazione di filiera, come quella dello Squacquerone, rilasciata da un ente di controllo esterno: il Cermet.
Grazie alla certificazione tuteliamo i consumatori perché ogni processo di produzione dal reperimento delle materie prime alla produzione è garantito.

La qualità della nostra produzione è costante nel tempo; si può risalire alla stalla di produzione del latte utilizzato, alla vacca che l’ha prodotto… tanto per essere chiari!”

Quali sono gli ingredienti del vostro Squacquerone che è il prodotto più celebre del caseificio Pascoli?
“La passione che ci mettiamo nel farlo e l’utilizzo di prodotti del territorio: Latte Romagnolo, sale dolce delle saline di Cervia. Questi sono gli ingredienti del nostro
Squacqueroneil primo Squacquerone certificato in Italia”.
Lo Squacquerone è un formaggio fresco che va consumato velocemente, la sua pasta è morbida non cremosa come quella che invece caratterizza lo stracchino. Il sale di Cervia che utilizziamo anche nella linea di formaggi “Sapori del Rubicone” e “Terre malatestiane” conferisce un particolare retrogusto dolce alle nostri produzioni. Il sale cervese ha inoltre caratteristiche benefiche come lo iodio particolarmente efficace in una alimentazione finalizzata al benessere e alla genuinità”.

Signor Luciano, come si riconosce un buon Squacquerone?
“Lo Squacquerone come dice la parola stessa, deve squacquerare... e se non squacquera non è buono”. Lo
Squacquerone è il nostro vanto – sottolinea con orgoglio Luciano Raduano - ma produciamo anche Raviggiolo, Casatella, Ricotta, Mozzarella, semiteneri di mucca e misti. E formaggi tradizionali, inseriti nella gamma “Sapori del Rubicone” che comprende i Pecorini, i misti affinati tra cui il Nocino, la Caciotta affinata sotto le foglie d’Albana di Romagna e il celebre Formaggio di Fossa Dop,la caciotta affinata al Sangiovese, stagionato nei pozzi di tufo medievali di Sogliano al Rubicone. Si tratta di un paniere di formaggi che vuole valorizzare le nostre tradizioni culturali e rurali”.

Quanti fans ha lo Squacquerone?
“Tanti – conclude Raduano - Curiosi e personaggi noti come il gastronauta Davide Paolini, l’attrice Sabrina Ferilli che anni fa, ha inviato anche un ringraziamento scritto per complimentarsi dello Squacquerone così buono; il cantautore Lucio Battisti dopo aver assaggiato questo prodotto in un ristorante a Santarcangelo e’ poi è venuto ad acquistarlo… e tanti altri. Ma i veri fans sono i nostri clienti quotidiani, che hanno imparato ad apprezzarlo conoscendone il sapore e distinguendone istintivamente l’originale dalle imitazioni… e in epoca di globalizzazione del gusto è davvero una bella soddisfazione!”
 



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